GRIZZANA MODANDI AREA SACRA ETRUSCA DI MONTEACUTO RAGAZZA
A volte i momenti più semplici racchiudono la saggezza più profonda. Lascia che i tuoi pensieri si calmino e la chiarezza ti troverà.
Fonte: Prof. Dario Mingarelli.
In una località chiamata Torraccia di proprietà di Giuseppe Faccioli, nei pressi della Collina di Monteacuto Ragazza “in cima a un monticello che sembra appiattito” furono trovati da un cacciatore, nel 1882, alcuni oggetti che affioravano dal terreno: erano tre statuette di bronzo. In seguito a ulteriori esplorazioni e saggi effettuati dall’ispettore U. Betti e dal commissario G. Gozzadini furono trovate altre undici statuette. Altre indagini furono effettuate più tardi, da Brizio e da Mansuelli (relatore della mia tesi di laurea in Archeologia Romana all’Università di Bologna), fino agli ultimi scavi del ’97 diretti dal Lippolis. Fu rinvenuto anche un parallelepipedo irregolare di molassa con incisa un’iscrizione…etrusca.
Tutte le statuette trovate rappresentano degli offerenti, i devoti le offrivano al santuario come ex voto e si differenziano fra di loro per la differente qualità della lavorazione. Due di esse si distinguono particolarmente per la raffinatezza e la qualità dell’esecuzione (sono riprodotte nella foto sottostante): si tratta di una figura maschile e di una figura femminile.


L’offerente maschile indossa un corto mantello, cinto in vita, che si avvolge anche intorno al braccio sinistro e nella mano destra regge una patera umbilicata nel tipico gesto della libazione; il torso appare nudo in una attenta descrizione delle caratteristiche anatomiche quasi che l’offerente volesse sottolineare la sua condizione di atleta.
La statuetta che rappresenta l’offerente femminile invece, indossa un chitone molto elegante, cinto in vita e finemente pieghettato sul petto. Sopra le spalle porta un pregevole e ampio mantello che ricade sul torace in armoniosi panneggi. Nella mano destra stringe un fiore che, secondo Graziano Baccolini, potrebbe essere un Narcisus poeticus (presente a Monteacuto) e, nella mano sinistra una melagrana frutto legato all’oltretomba. Ambedue le statuette protendono le braccia in avanti e hanno la gamba sinistra in leggero movimento in avanti. Gli elementi descritti fanno pensare a ex voto donati da personaggi di rango giunti al santuario forse da lontano, da qualche opulenta città dell’Etruria in cui lavoravano eccellenti scultori bene informati di ciò che avveniva in Grecia nel campo dell’arte. Gli ex voto infatti sono sicuramente databili alla seconda decade del V°sec. a.C. (480 a.C.)
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